Dunquedunque….vediamo un po’…raccontare una vita in poche righe, niente affatto semplice!....Mhh….mumblemumble….evvabbeneeee….Proviamo!
Ho studiato da ragioniere e tale divenni, ma il vero sogno nel cassetto era…. IL CINEMAAAAAA
Detto così e adesso, può sembrare un sogno abbastanza normale per un ragazzo di diciotto anni e per di più ragioniere, ma quel cassetto era chiuso talmente bene e messo così in fondo nell’armadio, coperto da una tale montagna di coperte cappotti valigie scarpe canottiere maglioni pregiudizi, che pensare di mettersi a viverlo il cinema era autentica, pura follia. E così mi misi a fare il ragioniere.
Passa qualche anno, sette, anzi sette anni meno sette giorni per l’esattezza; io sono da poco entrato nei fatidici trent’anni e il mondo nei fatali rutilanti rumorosi ubriacanti anni ’80…..
AMBIENTE : Roma, Via del Corso, marciapiedi davanti a Alemagna. Esterno giorno
DATA : 2 dicembre 1981
ORA: 13 circa
FABBISOGNO : Fermata ATAC linea 78
6 Autobus Atac linee varie
100 Automobili epoca
5000 Figuranti
Grande confusione….Ambulanze, macchine CD, Polizia, Carabinieri, Deputati, Ministri……
PAOLO, trentenne, magro, alto, vagamente triste ma dagli occhi svegli cammina tra la folla affrettandosi a raggiungere un qualche posto dove mangiare un boccone prima di rientrare in ufficio dopo la pausa. Incrocia una ZINGARA che notandolo si sofferma ad osservarlo e una volta vicino, fissandolo negli occhi gli dice con accento afronapoletano:
ZINGARA: Scusa giovinò! Ma tu ti chiami Oscar?
PAOLO: Ma che ce l’hai con me?
ZINGARA: Sì! Con te ce l’hò. Ti chiami Oscar?
Paolo la guarda interdetto. “Ma che vuole questa ?” pensa.
PAOLO: No! Non mi chiamo Oscar, perché? ZINGARA: Eppure c’è un Oscar nella tua vita.
Quelle parole dette da una zingara a Via del Corso durante l’ora di pausa tra un Conto Profitti e Perdite e un Fondo Ammortamento riaprono all’improvviso quel famoso cassetto che sembrava chiuso tanto bene e che invece evidentemente…. Una zingara che predice non è da prendere sottogamba!
Non ci penso due volte: torno in ufficio, vado al QUARTO PIANO, l’ufficio del Personale: “ Da domani non vengo!” dico. E loro “Per quanti giorni?”. E io “Per sempre!”. Mi guardano ammutoliti, esterrefatti….l’aria è sospesa come prima di un terremoto…anche il rumore che viene dalla strada si è azzerato….IL MONDO E’ IN ATTESA :
E io: VADO A HOLLYWOOD !
E loro: “ Mavvaff……”
Corro a casa: c’è da fare il biglietto per l’aereo, la valigia, avvertire
mammapapànonnononnaziicuginiamici…….
sono elettrizzato dall’idea di salire IO sul palco di Hollywood a ritirare quella statuetta che fior fior di attori aspettano per anni, per intere carriere, senza riuscire ad averla tra le mani, ad alzarla tra i flash dei fotografi, gli applausi di chi il cinema lo fa sul serio, circondato da pezzi di ragazze che un povero ragioniere non ha neanche l’autorizzazione ad immaginare. Non so quanto ci vorrà ma non credo molto, la zingara era troppo sicura di sé, troppo lucida nel dire quelle parole : “C’è un Oscar nella tua vita!”
“Dottò, meno male che è venuto! O scar….” E’ Marcello, il portiere
“Ma come!? Già si è saputo?”
“Di che ?” fa lui interdetto
“Dell’Oscar”
“Si è saputo eccome! O scardabbagno suo è da stamattina che perde! Ha allagato mezzo palazzo! So’ pure venuti i pompieri. A dottò, ce deve stà più attento a ste co……..”.
Lo lascio parlare senza ascoltarlo più. Salgo di corsa le scale e entro a casa non solo a chiudere l’acqua ma soprattutto a chiudermi in me stesso e a maledire quella zingara che aveva confuso OSCAR con O SCAR…..dabbagno.
Il dado comunque era stato tratto! Dabbagno o no, quell’Oscar aveva riaperto il famoso cassetto e ora richiuderlo sarebbe stato impossibile. Perciò a Hollywood ci vado lo stesso e inoltro regolare domanda per diventare divo! Sono gli anni di Ronald Reagan che da divo era diventato Presidente degli Stati Uniti. Dopo un po’ mi rispondono che i posti da divo, proprio per quel fatto di Reagan, erano tutti occupati da gente che voleva iniziare la carriera da Presidente, che avrebbero tenuto in considerazione la mia domanda, che mi ringraziavano per averli contattati e che alla prima occasione si sarebbero fatti vivi loro.
“Ma come! Io ho lasciato un lavoro da ragioniere per l’arte cinematografica, ho lasciato il certo per l’incerto e voi mi trattate così, con un “ci facciamo sentire” ?.
Insistinsistinsisti, alla fine li prendo per stanchezza e mi dicono che…. sì, insomma i posti da divo sono finiti ma che se voglio posso fare LA VOCE dei divi.
“But…what do you mean ?” faccio io
“Yes! Stars’ voice. You can dubb them”
“ Dubb? Double? You mean … a stunt ?” chiedo
“Oh no!” E ride gradasso “Oh my…..! Not a stunt! You can dubb them! Tu può….come ditto in italeano?...tu può dire parole in italiano con sua visa! Understand? “
Sono a terra! Non capisco! Mi stanno offrendo un lavoro ma io non capisco.
“Doppiaggi” dice lui!
IL DOPPIAGGIO!!! Ecco cosa mi sta dicendo! Che posso fare il doppiaggio!
“Si, ma solo per il momento! In attesa di….” Rispondo timido e imbarazzato!
“Sure! You will be a star someday! But now this is the only chance you have to stay in show business!” E strizzandomi l’occhio “ Better for you to say yes”.
Ci penso un momento : “ Yes! “ faccio io. Accetto!"
“Ok! Great! You can start with Gargamel!” E così divenni la voce italiana di GARGAMELLA!
Devo dire che nel 2007 all’Oscar ci sono arrivato sul serio! O meglio all’Oscar c’è arrivato Forrest Whitaker con “L’ULTIMO RE DI SCOZIA” ma la voce dell’edizione italiana era la mia.
Ora sto aspettando che si ricordino di quella promessa fatta tanti anni fa e che arrivi presto il mio turno da divo. Chissà! Mica è detto che quella zingara debba aver sbagliato per forza!
PAOLO BUGLIONI